strategia dell’esca un agguato commerciale

  • cos’è la strategia dell’esca?
  • Le differenti strategie dell’esca
  • Quando e come usarla?
  • costruire una trappola per utenti

    foto in jpg di qualcuno seduto con la canna da pesca in mano

    La strategia dell’esca un agguato commerciale o come dare il colpo di “grazie” al cliente

    cos’è la strategie dell’esca?

    La strategia dell’esca consiste nell’ usare un meccanismo basato su un’offerta appetibile o shock (nella maggior parte dei casi si usa il denaro come esca) in termini di riduzioni o offerte per portare il cliente a compiere un’azione finale. L’azione primaria (l’offerta o la promozione che attira verso il sito) ha il solo scopo di attirare il cliente verso il sito e solo in un secondo tempo, compierà  l’azione finale, che rimane il vero obiettivo. L’ azione finale può ad esempio consistere nel fare comprare al cliente gli articoli più costosi una volta all’interno del sito.

    Il potenziale cliente quindi deve solo vedere l’esca (offerta o promozione shock che attira verso il sito) e non chi tiene la “canna da pesca”. Secondo una tale strategia, il cliente non deve essere al corrente del fatto che compiendo un’azione primaria potrebbe essere portato a compiere un’azione finale.

    Diciamo che l’esca serve ad attirare l’attenzione del potenziale cliente. Quindi è una prima fase che poi porta l’utente, attraverso dei meccanismi scelti ad hoc da ogni azienda, a compiere le altre fasi che lo porteranno a quello che è l’obiettivo finale ricercato.

     

    Le differenti strategie dell’esca

    La strategia dell’esca pura o primaria

    È chiamata pura o primordiale perché è quella che attira il cliente per la prima volta verso il sito. Non è un’offerta specifica ad un cliente specifico. L’obiettivo è attirare il cliente all’interno del sito.

    La strategia dell’esca impura o secondaria

    È chiamata impura o secondaria perché funziona come correttrice o potenziatrice  a quella pura. Interviene o può intervenire quando il cliente, avendo visto l’esca della prima fase (offerta shock) è entrato nel sito ma per vari motivi non è ruscito né a comprare il prodotto dell’offerta primaria, né il prodotto dell’offerta finale.

    L’esempio di una strategia dell’esca secondaria è il “remarketing o il retargeting”. L’idea è quella di recuperare il potenziale cliente prima che si perda nell’immensità infinita del web, andandolo a cercare in altri siti web per proporgli delle offerte personalizzate.

    Un altro esempio della strategia dell’esca secondaria o impura è l’ exit intent: si applica quando l’utente sta uscendo dal nostro sito. Al momento di uscire lo facciamo tornare proponendogli ad esempio uno sconto del 15% o 5% .

    Che la strategia dell’esca sia primaria o secondaria, il meccanismo alla base rimane lo stesso cioè in partenza c’è un esca che può essere sia un prodotto, un servizio o un’offerta che serve per attirare l’attenzione dell’utente per poi fargli compiere una seconda azione che corrisponde all’obiettivo finale dell’azienda.

    Quando e come usarla?

    Il meccanismo dell’esca nel suo insieme rimane un ottimo strumento per le strategie di marketing online e offline sia in fase di attuazione che in fase di riparazione o aggiustamento. Per attivare un’ottima esca nell’e-commerce, è meglio usare il prezzo come esca che può essere un’offerta, una riduzione o una promozione.

    Se invece si hai un blog si può usare un altro tipo di esca comme può essere l’ offrire lo scaricamento di un pdf gratuitamente. Di solito il tipo di esca dipende anche dal tipo di attività, bisogna quindi stare attenti ad usare un’esca che non sia coerente con il nostro prodotto e la nostra attività.

     

    k.k

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